Valutazioni “in vitro” e “in vivo” testimoniano l’efficacia del progetto “X-Coating”. Numerosi possono essere i riferimenti oggetto di studio.
Sostanzialmente l’adozione di un sistema di perfusione si prefigge di preservare l’integrità delle proteine ematiche (del plasma, del complemento, del corredo enzimatico etc.) nonché limitare l’attivazione degli elementi del sangue (piastrine, neutrofili, monociti etc.). Il mantenimento di un quadro ematico accettabile tutela la funzionalità di importanti organi perfusi, quali cervello, polmoni, SNC, reni, apparato gastroenterico etc. Alcuni protocolli sviluppati presso istituti di Chirurgia Cardiovascolare hanno evidenziato una comparazione significativa rispetto a sistemi non trattati.
Tale situazione, dal punto di vista pratico, presenta vantaggi al perfusionista diminuendo i rischi di trombosi dell’ossigenatore. Un quadro emodinamico più stabile all’interno dell’apparato di circolazione extra corporea, pur non essendo garanzia assoluta, è stato riportato dalla letteratura scientifica, quale precauzione più generale per evitare questo spiacevole inconveniente.
 
 
       
 
 
  La rilevazione statistica rapportata a sistemi standard induce a ritenere che X-Coating si pone quale valido antidoto nei confronti di tale complesso fenomeno che tanti problemi pone al perfusionista.
L’ormai classica ed accettata misura della “pressure drop” è un indice significativo relativamente a tale importante funzionalità che si ripercuote sull’efficenza generale dell’ossigenatore. Questo semplice rilievo introduce una tematica molto complessa e ancora misteriosa in alcuni suoi aspetti quale la trombosi dell’ossigenatore.
Saremo grati a chiunque voglia segnalarci in futuro il proprio interesse a sviluppare protocolli di studio del rivestimento “X-Coating”.
 
 
       
 
       
 
       
 
   
 
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