Estrema cura è posta, nelle attuali tecniche di perfusione, all’acquisizione e analisi dei parametri ematici durante un by-pass cardiocircolatorio. La rilevazione di tali parametri permette di valutare:
  • L’adeguatezza della perfusione dei tessuti.
  • Lo stato metabolico e respiratorio del paziente.
  • Efficienza dell’ossigenazione, e degli apparati preposti ad essa.
  • Gestione attiva del livello di potassio.
I parametri del sangue possono cambiare repentinamente durante un intervento di bypass influenzati da una moltitudine di fattori, quali: temperatura del sangue, flusso sanguigno, FiO2, flusso dei gas all’ossigenatore, livello di anestesia, andamento del metabolismo, fluidi immessi, etc. Una gestione della CEC basata su un accurato controllo di tali parametri ha come risultati:
  • Minori complicazioni post-operatorie.
  • Riduzione del tempo di recupero post-operatorio, riduzione della degenza in unità di terapia intensiva.
  • Prevenzione di complicanze neurologiche.

Per l’acquisizione di tali parametri si ricorre generalmente ad una campionatura e analisi del sangue circolante: campioni prelevati in determinati istanti temporali (tecnica detta intermittente).

Con questa procedura, è però lecito chiedersi:
cosa può accadere nel periodo “di buio” tra due campionamenti?
Ed inoltre:
cosa è già accaduto nel periodo intercorso tra il prelevamento del campione ed il ritorno dei risultati dal laboratorio, dai quali facciamo poi dipendere le azioni successive?

Un diverso approccio al problema consiste nel poter disporre in modo continuo dei parametri del sangue. Tale approccio porta i seguenti vantaggi:

Accresce la sicurezza, riduce i rischi:
L’informazione è sempre disponibile, visibile, stampabile e registrabile.
Non si corre il rischio di fare campionamenti in momenti inopportuni.
Nessuna perdita di informazione durante due campionamenti.
Riscontro immediato di problemi ai dispositivi utilizzati o cambiamenti nel paziente.
Le azioni intraprese sono relative ad un’analisi puntuale della situazione e i risultati di tali azioni sono immediatamente visibili. Non si corre così il rischio di intraprendere azioni ad un certo istante basandosi su campioni presi tempo prima, e quindi, forse, non più attendibili.
Si evita il problema di prendere un campione che sia realmente rappresentativo della situazione.
   
Qualità: stretto controllo dei parametri entro i limiti desiderati.
Controllo secondo temperatura a-stat o del pH: gestione accurata del pH e del livello di pCO2.
Controllo dell’ossigenazione: evitando ipossia e iperossia.
Perfusione pediatrica: accurato controllo della perfusione per piccoli volumi.
Riscontro immediato di problemi ai dispositivi utilizzati o cambiamenti nel paziente.
   
Un’immagine in movimento è meglio di una foto?
Una ripresa istante per istante dei parametri del sangue riesce a seguire nel modo migliore una situazione dinamica quale è una circolazione extracorporea.
Permette una gestione pro-attiva dei gas disciolti nel sangue durante procedure di bypass.
Permette di assumere iniziative immediate in caso di cambiamenti nei valori gas-ematici.
   
Monitoraggio dei parametri Arteriosi e/o Venosi:
 
   
Monitoraggio Arterioso
Monitoraggio Venoso
Permette un rilevamento immediato di problemi all’ossigenatore o ai gas Fornisce continuamente l’indicazione dello stato metabolico del paziente
Permette una regolazione fisiologica del prime Fornisce i cambiamenti nel livello di anestesia
  Fornisce l’indicazione della adeguatezza della perfusione
BYPASS
PAZIENTE
   
 
Importanza del Monitoraggio venoso:
Il monitoraggio della pvO2 o SvO2 rivela lo squilibrio tra l’ossigeno fornito e quello richiesto dal paziente; questo porta alla prevenzione di pericolosi effetti del metabolismo anaerobico e della acidosi metabolica[1].
La pvO2 controllata e mantenuta maggiore di 35mmHg assicura un’adeguata ossigenazione dei tessuti e previene la formazione di acidosi[2].
I cambiamenti nel livello di pCO2 e pO2 risultano ben correlati nella perfusione globale dei tessuti: il controllo di questi parametri può evitare problemi pato-fisiologici[3].
La saturazione di ossigeno venosa ha una utilità a largo raggio (calcolo del consumo di ossigeno totale se conosciuta la pO2 arteriale)[3]: adattamento alle richieste del singolo paziente.
   
 
Per la valutazione in continuo dei parametri ematici, la TERUMO propone il sistema CDI™ per il monitoraggio in continuo dei parametri del sangue durante bypass cardiopolmonare. Esso fornisce, ad esempio, una continua rilevazione e visualizzazione delle pressioni parziali pO2 e pCO2. Con tale sistema il perfusionista può controllare l’assorbimento dell’ossigeno e la profondità dell’anestesia dal consumo di ossigeno in tempo reale. Controllando la pO2 si può inoltre prevenire la iperossia, che può condurre alla generazione di radicali liberi e alla riduzione dell’ossigenazione. Anche un controllo continuo del potassio consente una gestione ottimizzata della CEC. Il monitor CDI fornisce tutta una serie di parametri, atti a consentire un costante e continuo controllo della situazione:
 
   
PARAMETRI MISURATI
PARAMETRI CALCOLATI
Art pH Ven ph Eccesso di Base (BE)
Art pO2 Ven pO2 Bicarbonati (HCO3)
Art pCO2 Ven pCO2 VO2 (consumo di O2)
Art Temp. Ven Temp. Saturazione (SO2) (se non si sta utilizzando una cuvetta venosa)
Potassio (K+) Ematocrito (Hct)  
  Emoglobina (Hgb)  
  Saturazione (SO2)  
TUTTI I VALORI VENGONO MISURATI O CALCOLATI OGNI SECONDO E VISUALIZZATI SUL MONITOR OGNI SEI
   





Funzionamento:
Per il rilevamento dei parametri ematici, il CDI è dotato di una coppia di Sensore/Cuvetta monouso. Il sensore è posto su una linea di shunt in diretto contatto con il sangue da analizzare. In tal modo l’analisi dei parametri è pressoché immediata, infatti non sono presenti membrane sterili che rallentino la diffusione dei gas del sangue e degli ioni idrogeno. Il sensore utilizza la tecnologia della Fluorescenza Ottica. Un diodo Flash emette luce blu che causa fluorescenza, mentre il ricevitore raccoglie la luce verde di ritorno. La cuvetta utilizza invece la tecnologia della Riflessione Ottica. Si hanno due sorgenti di luce, una nel campo del Rosso e una dell’Infrarosso. La quantità di luce che ritorna al Ricevitore dipende dalla quantità di cellule presenti (Hct) e dalla concentrazione di emoglobina (Hgb).

Il problema dell’Accuratezza dell’emogasanalisi in continuo:
Lavori clinici dimostrano che l’accuratezza del CDI™ rientra in quella degli analoghi analizzatori da laboratorio[4]. L’uso di LED (light emitting diodes) riduce rumori nel segnale, inaccuratezza della misura e effetti di surriscaldamento. Studi condotti in quattro istituti hanno evidenziato come l’accuratezza dei risultati del CDI sia perfettamente paragonabile a quella di analizzatori da laboratorio. Il lavoro è stato svolto presso i centri: St. Mary Hospital Mayo Clinic MN, Medical University of South Carolina SC, University of Nebraska Medical Center NE, University of Iowa Hospital and Clinics, IA.

Configurazione
Monitor: Sonde modulari permettono un montaggio molto flessibile dei sensori/cuvette, in modo da adattarsi perfettamente al tipo di circuito.
Il display a colori LCD ad alta visibilità fornisce la visualizzazione dei parametri da qualsiasi angolo visivo. Una batteria integrata nel monitor assicura un’autonomia di 45 minuti.
Calibratore: Il calibratore è poco ingombrante, e si può montare sul braccio porta-monitor per il tempo necessario alla calibrazione (circa 10 minuti).
Sistema: il sistema esegue un’auto-diagnosi di tutte le sue componenti ad ogni avvio. Per ogni parametro misurato sono impostabili dei livelli di allarme visivi e acustici.
Stampante: stampa dei parametri ad intervalli definiti dall’utente. La stampata può essere allegata alla cartella clinica.
Interfaccia dati seriale: tramite l’uscita dati seriale, il monitor può essere connesso con qualsiasi sistema di gestione dati della CEC, oppure collegato ad un PC per il trasferimento dei dati. Una porta è disponibile per il collegamento alla macchina cuore polmone, in modo da prelevare il reale flusso della pompa primaria per un esatto calcolo del consumo di O2.